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Modifica formato di visualizzazione fattura in Archivia.online

Di seguito la guida passo-passo per modificare agevolmente il formato di visualizzazione delle fatture in Archivia.online, di base i formati di visualizzazione disponibili sono 2 (Sogei e Assosoftware), il modello Sogei è il classico modello di visualizzazione dell’agenzia delle entrate, il modello Assosoftware è il modello diviso in colonne, più semplice da leggere.

Dovete prima di tutto accedere ad Archivia.online utilizzando le vostre credenziali principali, quelle di amministrazione, quindi dal menù di sinistra cliccate su Anagrafiche->Gestione utenti, quindi premete su “cerca”.

Visualizzati tutti gli utenti cliccate sul nome utente che vole modificare, la modifica del formato di stampa è personalizzabile utente per utente.

Si aprirà la videata con i dati e le configurazione dell’utente, occhio a non modificare altri parametri che potrebbero compromettere il corretto funzionamento dell’utente, dove è indicato “Visualizzatore fatture” selezionate il modello desiderato, quindi premete “Memorizza”.

Fattura scartata da SDI con errore: 00305 1.4.1.1.2 non valido XXXXXXXXXXX

L’errore 00305  1.4.1.1.2 non valido, è un errore molto comune, questo errore viene sollevato quando per una Anagrafica avente codice fiscale numerico, questo viene anche inviato come partita iva.

Questa problematica è molto comune con le anagrafiche delle associazioni, che hanno il codice fiscale numerico che inizia normalmente con il numero 9, in questo caso se questo codice fiscale viene anche inviato come partita iva, la fattura viene scartata, appunto con l’errore 00305.

 

Soluzione generale:

Per risolvere il problema basta rettificare la fattura, eliminando la partita iva, ed inviando il dato solo come codice fiscale.

 

Soluzione specifica per utenti New€nterprise:

Aprire l’anagrafica del cliente, quindi eliminare il dato presente nel campo “Partita Iva”, questo dato deve essere inserito nel campo “Codice fiscale (Società)”, assicurarsi anche che il campo “Codice fiscale (persone fisiche)” sia vuoto. Quindi procedere al nuova trasmissione della fattura.

 

Configurare WordPress per l’uso in https

Impostare WordPress per l’https

La procedura è molto semplice, basterà andare in Impostazioni/Generali di WordPress e correggere l’URL nel campo “Indirizzo WordPress” e “Indirizzo sito” con l’https prima del sito, come nell’immagine d’esempio qui sotto.

Dopo aver salvato le modifiche vi verrà chiesto di procedere nuovamente al login di WordPress per concludere la configurazione.

Ora WordPress è impostato correttamente per usare l’https ma non per reindirizzare tutti gli utenti ad usare la connessione sicura, quindi se ad esempio il sito è già indicizzato e il motore di ricerca rimanda ad una pagina preesistente in http, l’utente rimarrà su tale connessione.

Aggiungere un redirect alle pagine in HTTPS

Procedura manuale

La procedura manuale è un po complessa. Bisogna modificare il file .htaccess che si trova nella cartella base del sito e aggiungere queste righe di codice:

Data hosted with ♥ by Pastebin.comDownload RawSee Original
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteCond %{SERVER_PORT} 80
RewriteRule ^(.*)$ https://www.yoursite.com/$1 [R,L]
</IfModule>

Oppure queste righe se il server utilizzato dal proprio sito è nginx (molto meno usato):

Data hosted with ♥ by Pastebin.comDownload RawSee Original
server {
listen 80;
server_name yoursite.com www.yoursite.com;
return 301 https://yoursite.com$request_uri;
}

Ricordatevi ovviamente di sostituire l’URL con quello del vostro sito.
Per effettuare tale operazione dovrete usare un client ftp come ad esempio Filezilla per scaricare e caricare il file .htaccess sul sito e un editor come Sublime Text per modificarlo, entrambi disponibili gratuitamente.

Procedura semplificata, utilizzando un plugin (CONSIGLIATA)

Probabilmente stiamo usando WordPress proprio perché ci consente di creare un sito web senza avere particolari competenze informatiche e poter sfruttare gli innumerevoli plugin esistenti che ci permettono di fare più o meno tutto.
Questa operazione non è da meno, esistono moltissimi plugin che funzionano egregiamente.

Tra quelli che ho testato vorrei consigliarvi questo: Really Simple SSL

Dopo l’installazione vi basterà andare in Impostazioni/SLL per poter configurare il redirect in modo semplice e veloce.

Nella pagina Proprietà del plugin troverete tutte le opzioni che vi serviranno.

Io vi consiglio di selezionare:

  • Sostituisci automaticamente il contenuto misto (vi aiuta a non avere link che rimandano a pagine http);
  • Enable 301 .htaccess redirect (attiva il redirect 301 dal file .htaccess, in pratica esegue in automatico la procedura manuale descritta qui sopra).

ATTENZIONE: Il redirect 301 sul file .htaccess è sicuramente il più performante ma potrebbe non essere supportato dal vostro server, in tal caso dovrete usare l’opzione “Abilita javascript al reindirizzamento a SSL” oppure “Enable WordPress 301 redirection to SSL” per utilizzare il redirect rispettivamente in Javascript o interno a WordPress.

Se attivando l’opzione “Enable 301 .htaccess redirect” il vostro sito dovesse diventare inaccessibile non disperatevi, semplicemente quel tipo di redirect non è supportato dal vostro server. Dovrete dunque disabilitarlo manualmente. Per farlo seguite questi semplici step:

  1. Aprire un Client FTP come Filezilla,
  2. Aprire il file .htaccess contenuto della cartella base (root) del sito con un editor come Sublime Text,
  3. Cercare la riga contenente questo testo # BEGIN rlrssslReallySimpleSSL,
  4. Rimuovere tutte le righe tra # BEGIN e # END e  salvare,
  5. Prevenire che il plugin riscriva quelle righe in automatico:
    Aprire il file wp-config.php contenuto della cartella base (root) del sito con un editor come Sublime Text,
    Aggungere in cima al file, appena dopo <?php la seguente riga:
    define( ‘RLRSSSL_DO_NOT_EDIT_HTACCESS’, TRUE ); e salvare il file.
    Entrare nel pannello di controllo di wordpress, andare su Impostazioni/SLL e togliere la spunta dall’opzione Enable 301 .htaccess redirect e usare un altro metodo di reindirizzamento.
    Ora si possono rimuovere senza problemi le modifiche affettuate al file .htaccess e wp-config.php.

Monitorare il sito HTTPS su Google Search Console

Dopo aver completato le operazioni descritte in questo articolo dovrai aggiungere il sito HTTPS alla tua Google Search Console, anche se il tuo sito HTTP è già monitorato.

Search Console infatti, gestisce HTTP e HTTPS separatamente, non condividendo i dati relativi a tali proprietà. Pertanto, avendo pagine che adottano entrambi i protocolli, bisogna indicare una proprietà Search Console distinta per ciascuno di essi.

Per saperne di più: LINK

Usare Marche temporali Infocert con software diverso da Dike

Per utilizzare le marche temporali rilasciate da Infocert con software alternativi a Dike, si deve inserire nell’apposito campo del software il percorso di autenticazione delle marche infcert, che è:

https://marte.infocert.it/cdie/HttpService

Configurazione della posta elettronica – SSL0

Configurazione POP

 Ecco le informazioni necessarie alla configurazione di un account email POP.

Configurazione POP con protocollo SSL attivato o disattivato:

Indirizzo email: il tuo indirizzo email completo.
Password: la password di accesso per la posta.
Nome utente: il tuo indirizzo email completo.
Server in entrata: il server di posta in arrivo, SSL0.OVH.NET.
Porta del server in entrata:995 o 110.
Server in uscita: il server di posta in uscita, SSL0.OVH.NET.
Porta del server in uscita:465 o 587.

Se utilizzi le porte 110 e 587, il protocollo SSL è disattivato.
Se utilizzi le porte 995 e 465, il protocollo SSL è attivato.

Porte SSL attivato SSL disattivato
In entrata 995 110
In uscita 465 587

Configurazione IMAP

 Ecco le informazioni necessarie alla configurazione di un account email IMAP.

Configurazione IMAP con protocollo SSL attivato o disattivato:

Indirizzo email: il tuo indirizzo email completo.
Password: la password di accesso per la posta.
Nome utente: il tuo indirizzo email completo.
Server in entrata: il server di posta in arrivo, SSL0.OVH.NET.
Porta server in entrata:993 o 143.
Server in uscita: il server di posta in uscita, SSL0.OVH.NET.
Porta server in uscita:465 o 587.

Se utilizzi le porte 143 e 587, il protocollo SSL è disattivato.
Se utilizzi le porte 993 et 465, il protocollo SSL èattivato.

Porte SSL attivato SSL disattivato
In entrata 993 143
In uscita 465 587
Errori di inoltro della Posta Elettronica – SMTP Error

CODICE

SIGNIFICATO

COME COMPORTARSI

101

Il server non può connettersi.

Provate a cambiare il nome del server (forse era scritto in modo errato) o la porta di connessione.

111

Connessione rifiutata o incapacità di aprire lo stream SMTP.

Questo genere di errore è tipicamente legato a un problema di connessione con il server SMTP remoto, causato da un blocco via firewall o da domini scritti in modo errato. Verificate tutte le impostazioni e nel caso contattate il vostro provider.

211

Messaggio di stato.

In genere vengono fornite altre informazioni al riguardo, ma non è un errore.

214

Risposta al comando HELP.

Contiene informazioni legate al vostro server, e normalmente punta a una pagina FAQ.

220

Il server è pronto.

Si tratta semplicemente di un messaggio di benvenuto: è tutto a posto!

221

Il server sta chiudendo il suo canale di trasmissione.

La sessione di invio sta per finire, il che significa semplicemente che tutti i messaggi sono stati processati.

250

Il codice è accompagnato in genere dal messaggio “Requested mail action okay completed”.

L’esatto contrario di un errore: tutto è andato alla perfezione e la vostra email è stata consegnata.

251

Il messaggio a lato è “User not local will forward”: l’account del destinatario non è nel server attuale, quindi sarà trasmesso (“relay”) a un altro.

Si tratta di una tipica azione di trasferimento; nessun problema.

252

Il server non può verificare l’utente, ma cercherà di consegnare comunque il messaggio.

L’email del destinatario è valida, ma non verificabile: in genere il server trasferisce il messaggio a un altro host in grado di fare una verifica.

354

Il messaggio esplicativo può essere assai criptico (“Start mail input end <CRLF>.<CRLF>”). In ogni caso, è la risposta al comando DATA.

Il server ha ricevuto i dettagli “Da” e “A” dell’email (mittente e destinatario) ed è pronto a ricevere il corpo del messaggio.

420

“Timeout connection problem”: ci sono state delle interruzioni durante la consegna.

Questo errore è prodotto solo dai server GroupWise; contattate subito il vostro provider.

421

Il servizio non è disponibile a causa di un problema di connessione: può riferirsi a limiti di tempo superati a causa di connessioni simultanee, o a un altro problema più generale.

Il server (vostro o del ricevente) non è al momento disponibile, quindi la consegna sarà ritardata. Si tratta comunque di una difficoltà temporanea.

422

La casella di posta del ricevente ha superato i limiti di spazio.

La cosa migliore è contattare l’utente tramite un altro canale di comunicazione e avvisarlo che la sua casella di posta è piena.

431

Non c’è spazio sufficiente sul disco o c’è stato un file overload.

La causa potrebbe risiedere nell’invio di troppi messaggi a un particolare dominio. Dovreste provare a inviare segmenti più piccoli di email invece di un’unica grande spedizione.

432

Il side-message tipico è: “The recipient’s Exchange Server incoming mail queue has been stopped”.

Si tratta di un codice d’errore di Micorsoft Exchange. Dovreste contattare l’assistenza clienti Microsoft per ulteriori informazioni; in genere comunque è un problema di connessione.

441

Il server del destinatario non sta rispondendo.

Un errore temporaneo del server di posta in entrata; il vostro tenterà di contattarlo ancora.

442

La connessione è caduta durante la trasmissione.

Tipico errore di rete, probabilmente dovuto al vostro router: controllatelo subito.

446

Si è creato un “internal loop”.

Contattate il servizio clienti del vostro provider SMTP.

447

Il vostro messaggio in uscita ha oltrepassato i limiti di tempo a causa di un problema del server di posta in entrata.

Accade in genere quando superate il limite di email inviabili in una volta sola consentito dal vostro server SMTP.

449

Un errore di routing.

Come l’errore 432, è legato solo a Microsoft Exchange. Usate WinRoute.

450

“Requested action not taken – The user’s mailbox is unavailable”. La casella di posta del ricevente è stata compromessa o messa in un server offline; oppure la vostra email non è stata accettata a causa di problemi dell’IP.

Il server riproverà a inviare il messaggio un’altra volta, dopo un po’ di tempo. In ogni caso è bene verificare che il vostro indirizzo IP sia affidabile.

451

“Requested action aborted – Local error in processing”. Il vostro server ISP ha avuto un problema di connessione.

In genere si tratta di un errore temporaneo dovuto a un overload di messaggi, ma può essere riferito anche a un rifiuto dell’email legato al filtro antispam. Se continua a ripetersi, contattate il vostro provider SMTP: se state cercando di inviare un’email di massa con un server gratuito è un problema comune.

452

Troppe email o troppi destinatari: in generale, limiti oltrepassati.

Di nuovo, un tipico caso di overload. In genere il tentativo successivo dovrebbe funzionare.

471

Un errore del vostro mail server, generalmente dovuto a un problema del filtro antispam.

Contattate il vostro servizio SMTP per risolvere la situazione.

500

Un errore di sintassi: il server non ha saputo riconoscere il comando.

Può essere causato da un’interazione errata del server con il vostro firewall o antivirus. Consultate le istruzioni di questi programmi.

501

Un altro errore di sintassi, non nel comando ma nei suoi parametri o argomenti.

Nella maggioranza dei casi l’errore è generato da un indirizzo email invalido, ma può essere associato anche a problemi di connessione (di nuovo, forse legati alla configurazione del vostro antivirus).

502

Il comando non è implementato.

Il comando non è ancora stato attivato sul vostro server. Contattate il provider per saperne di più.

503

Il server ha incontrato una “bad sequence of commands”, oppure richiede autenticazione.

Nel caso della “bad sequence”, il server ha generato in comandi in ordine errato, tendenzialmente a causa di un’interruzione nella connessione. Se invece si tratta di autenticazione richiesta, dovreste inserire il vostro username e password nella finestra di configurazione.

504

Un parametro di comando non è implementato.

Come l’errore 501, è un problema di sintassi: contattate il vostro provider.

510/511

Indirizzo email errato.

Uno degli indirizzi nelle vostre linee A, CC o CCN non esiste. Controllate ancora gli account dei destinatari e correggete ogni eventuale errore di battitura.

512

Un errore di DNS: l’host server del dominio del ricevente non può essere trovato.

Controllate di nuovo tutti gli indirizzi dei destinatari: ci sarà probabilmente un errore nel nome del dominio (come mail@dominio.coom invece di  mail@dominio.com).

513

“Address type is incorrect”: un altro problema legato a indirizzi scritti erroneamente. In alcuni casi, tuttavia, può essere relativo a un problema di autenticazione.

Controllate gli indirizzi dei destinatari e correggete gli errori: se è tutto ok allora il server necessita di un’autenticazione (configurabile facilmente nelle impostazioni del mail client).

523

Il peso totale del mailing eccede i limiti del server di posta in entrata.

Ri-inviate il vostro messaggio dividendo la lista in segmenti più piccoli.

530

In genere, è un problema di autenticazione: ma a volte è legato al server del destinatario che sta blacklistando il vostro, o a un errore negli indirizzi email.

Configurate il vostro client con un’autenticazione nome utente + password e ricontrollate tutti gli indirizzi email cui inviate per scovare un eventuale errore. Se il problema persiste, verificate di non essere finiti in una blacklist.

541

L’indirizzo del destinatario ha rifiutato il vostro essaggio. In genere è un errore causato da un filtro antispam.

Il vostro messaggio è stato etichettato come spam; dovete chiedere al destinatario di rimuovere tale segnalazione.

550

In genere definisce la presenza di un indirizzo email non esistente cui si sta cercando di spedire un messaggio.

Benché possa essere legato anche a problemi di firewall o down del server, la stragrande maggioranza degli errori 550 segnala semplicemente l’inesistenza di un indirizzo cui si spedisce, dovuta in genere a un errore di battitura.

551

“User not local or invalid address – Relay denied”.Se sia il vostro indirizzo email che quello del ricevente non sono sul server locale, un relay può essere interrotto.

Si tratta di una strategia (non molto intelligente) per prevenire lo spam. Dovreste contattare il vostro ISP e chiedergli di certificarvi come non spammer.

552

“Requested mail actions aborted – Exceeded storage allocation”: semplicemente, la casella di posta del destinatario ha superato i propri limiti di spazio.

Provate a spedire un messaggio più leggero: in genere questo errore avviene quando si mandano allegati troppo grossi.

553

“Requested action not taken – Mailbox name invalid”. ‘è un indirizzo errato nella linea dei destinatari.

Controllate tutti gli indirizzi email nei campi A, CC e CCN: dovrebbe esserci qualche errore di battitura.

554

La transazione è fallita. Si tratta di un errore permanente e il vostro server non tenterà più di inviare il messaggio.

In genere il server di posta in entrata del destinatario pensa che la vostra email sia spam, oppure il vostro IP è stato blacklistato. Controllate che non sia così.

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